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Incontri con il mondo del lavoro

Attività 2021-2022

International Career Day 2021

Il 15 ottobre 2021, presso le Officine Garibaldi (via Vincenzo Gioberti, 39), si terrà l’International Career Day dell’Università di Pisa, dedicato alla conoscenza delle opportunità di lavoro in ambito europeo e internazionale.

L’evento, organizzato dal Career Service di Ateneo insieme ai Dipartimenti di Civiltà e Forme del Sapere, di Filologia, Letteratura e Linguistica e di Scienze Politiche, è rivolto a studenti e laureati dell’area umanistica. I partecipanti potranno conoscere più nel dettaglio alcuni profili lavorativi e ascoltare testimonianze di allieve dell’Università di Pisa attive in ambito internazionale.

Nota bene: particolare attenzione sarà inoltre dedicata a fornire informazioni utili per orientarsi tra i diversi bandi e per la presentazione di candidature.

Il programma dell’evento è conusltabile nella locandina.

L’evento è riservato agli studenti e ai neolaureati dei Dipartimenti di Civiltà e Forme del Sapere, Filologia, Letteratura e Linguistica e Science Politiche previa registrazione mediante il portale Career Center cui si accede con la propria email istituzionale.

Per informazioni: careerservice@unipi.it

Attività 2020-2021

Profili umanistici e mondo del lavoro

Le professioni dell’insegnamento tra tradizione e innovazione (13 ottobre 2020)

Le materie umanistiche costituiscono una parte fondamentale dell’offerta formativa delle scuole italiane ed europee di primo e di secondo grado, e l’insegnamento è da sempre uno sbocco lavorativo importante per i laureati del settore. Necessariamente reattivo ai contesti e ai tempi in cui opera, l’insegnante sviluppa la sua professione tra ancoraggio alla tradizione e esposizione alle sollecitazioni del presente. Negli ultimi tempi l’ambito didattico è stato interessato da molti cambiamenti, legati, non da ultimo, al processo di internazionalizzazione favorito da numerosi progetti europei e al digitale, che, oltre a rivestire un ruolo di rilievo nella vita degli alunni, offre alla didattica scolastica potenzialità e strumenti ancora poco sfruttati e guardati, talvolta, con un certo sospetto. Come ha messo in evidenza l’emergenza sanitaria del Covid-19, le competenze digitali possono rappresentare un’opportunità per contrastare le disparità educative a livello nazionale e internazionale. La prima sezione del ciclo è dedicata a questo complesso di questioni e prospettive: oltre a fornire indicazioni su come organizzare il proprio percorso universitario in vista dell’insegnamento e su come oggi è regolamentato l’accesso alla professione, particolare attenzione sarà dedicata a esperienze innovative legate al mondo della scuola e, più in generale, della formazione, e di supporto ai percorsi scolastici tradizionalmente intesi.

Profili professionali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e territoriale (28 ottobre 2020)

Nel nostro Paese, la valorizzazione del patrimonio culturale rappresenta un asse strategico di sviluppo di città dotate di risorse rilevanti e riconosciute a livello internazionale, ma anche di centri di piccole dimensioni che fanno della conservazione e del supporto alla cultura la principale attività del proprio modello di crescita. Data la sua rilevanza crescente, sia a livello economico che sociale, il mondo della cultura rappresenta uno spazio che si sta arricchendo di nuove professioni e possibilità di carriera originali e nuove iniziative imprenditoriali. Le competenze richieste sono variegate e vanno dalla conoscenza e conservazione dei beni culturali alla progettazione di eventi e di iniziative sinergiche con le vocazioni territoriali. La sfida ulteriore è quella di un maggiore orientamento verso la cultural economy e verso la concezione di modelli di business sostenibili e la loro condivisione con i diversi portatori di interessi, soprattutto in questa fase di ripartenza post-pandemia e di riflessione sugli scenari futuri che riguardano questo settore.

In questo incontro verrà lasciato spazio ad una varietà di esperienze; si parlerà di gestione e promozione di strutture museali e aree archeologiche consolidate e di ampia attrattività, di iniziative focalizzate sul recupero dei beni nell’ottica di rigenerazione culturale e urbana, delle nuove professionalità legate al supporto delle istituzioni e alla promozione e comunicazione degli eventi culturali.

Il turismo culturale: esperienze professionali consolidate e nuove prospettive (12 novembre 2020)

A vocazione nazionale e internazionale, il turismo culturale, sia inbound che outbound, costituisce un settore di grande rilievo per l’economia nazionale ed europea e rappresenta un ambito lavorativo di sicuro interesse per i profili umanistici. Esso coniuga in modo del tutto peculiare radicamento nel territorio e apertura al mondo globale, e premia la creatività e l’auto-imprenditorialità dei diversi operatori come anche la loro capacità di lavorare in sinergia con gli altri. Grazie al ricco patrimonio artistico, culturale, paesaggistico e enogastronomico dell’Italia da un lato, all’interesse vieppiù crescente degli italiani verso i patrimoni esteri dall’altro, il turismo offre una gamma variegata di sbocchi professionali che vanno dall’accoglienza del turista al suo accompagnamento nella scoperta della ricchezza del territorio (italiano o estero), dalla promozione del patrimonio culturale (nostrano o estero) alla realizzazione di percorsi di turismo esperienziale. In ogni caso, le professioni legate al turismo richiedono una serie di competenze che gli studi umanistici permettono di acquisire e di sviluppare al meglio. Si pensi, per fare solo qualche esempio, alle capacità comunicative e di mediazione interculturale, alle competenze linguistiche e di digital humanities, alle conoscenze storico-artistiche, letterarie, storiche, geografiche, culturali e intermediali. Se l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha segnato a livello internazionale un momento di profonda crisi per l’intero comparto turistico, altrettanto vero è che tale crisi ha fatto emergere con forza tanto la necessità di trovare forme nuove di promozione culturale, quanto l’urgenza di creare modelli di accoglienza del visitatore che siano sempre più in sintonia con la capacità di resilienza dei territori.

Tra stampa e comunicazione digitale: le professioni dell’editoria (24 novembre 2020)

Il mondo dell’editoria è stato investito negli ultimi anni da profonde trasformazioni, legate da una parte a importanti cambiamenti sociali e culturali che hanno influito sul gusto e sugli orientamenti del pubblico dei lettori, dall’altra alla diffusione accelerata dei nuovi mezzi e modalità di comunicazione, fortemente condizionati dalla crescente pervasività delle nuove tecnologie e delle piattaforme digitali. Si tratta di cambiamenti che interessano anche alcuni settori importanti e tradizionali dell’editoria, come per esempio la scuola o l’accademia, che necessitano di soluzioni via via nuove. Di conseguenza, mutano i mestieri dell’editoria e le professionalità necessarie per rispondere in maniera adeguata agli scenari emergenti che vedono l’affermarsi di diverse dicotomie e la ricerca di forme creative di integrazione: tra carta stampata e e-book, tra vecchi mercati editoriali e nuove tendenze, tra case editrici piccole e grandi, tra proposte editoriali di nicchia e prodotti di consumo culturale di massa.

Nell’incontro verranno inquadrate le caratteristiche attuali del mondo editoriale e approfonditi i modelli organizzativi delle imprese e le iniziative oggi vincenti e sostenibili, nonché le competenze più richieste che agevolano l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. In particolare, verrà dato spazio a un dialogo a più voci con soggetti che operano in diversi campi dell’editoria, con il duplice fine di cogliere le diverse specializzazioni che possono essere acquisite nei percorsi di studio umanistici e di delineare le competenze necessarie sul piano della comunicazione digitale nella diffusione e pubblicizzazione dei prodotti editoriali. Verrà inoltre enfatizzato il ruolo dei festival letterari nella promozione del settore editoriale e le nuove professionalità richieste per l’organizzazione di questi eventi.

Le competenze umanistiche nelle imprese: la contaminazione dei saperi (9 dicembre 2020)

Negli ultimi anni, il mondo delle imprese sembra manifestare il bisogno di coniugare saperi e competenze diverse all’interno delle proprie organizzazioni. Ciò ha portato a riscoprire la cultura umanistica non solo per le attività ad essa tradizionalmente riconducibili (come la selezione e formazione del personale, la gestione delle risorse umane, le pubbliche relazioni, ecc.), ma anche per altre funzioni aziendali. Per esempio, la comunicazione semantica e i processi di digitalizzazione che investono diversi ambiti del sistema produttivo e istituzionale, aprono a nuovi percorsi di contaminazione tra competenze scientifico-tecnologiche e umanistiche per la valorizzazione dei diversi background culturali. Di fatto, la complessità crescente dei contesti in cui viviamo e la rapidità dei loro cambiamenti hanno reso sempre più urgente la necessità di elaborare saperi più integrati e interdisciplinari, a cui le discipline umanistiche, con specifici percorsi di formazione polivalenti, possono contribuire sia sul piano della creatività e apertura alla pluralità che su quello delle capacità di analisi a lungo raggio e in profondità. In altre parole, tali discipline possono apportare nei contesti imprenditoriali nuove chiavi di lettura per meglio comprendere le radici storico-culturali, le implicazioni filosofico-etiche, le differenze socio-territoriali dei cambiamenti in corso e per identificare trend futuri.